2014: Oscar di ghiaccio


Nel 2014 si ripresenta una cinquina;

Chirs Buck e Jennifer Lee, Frozen – Il regno di ghiaccio (Frozen)

Hayao Miyazaki, Si alza il vento (Kaze Tachinu)

Chris De Micco e Chris Sanders, I Croods (The Croods)

Pierre Coffin e Chris Renaud, Cattivissimo me 2 (Desplicable me 2)

Stéphane Aubier, Vincent Patar e Benjamin Renner, Ernest e Celestine (Id.)

Dopo averci bombardato a livello mediatico come forse soltanto accadde ad Avatar qualche anno prima, la statuetta spetta a Frozen – Il regno di ghiaccio. Considerando anche la fama di questo film non mi dilungherò sulla trama, continuerò come ormai d’abitudine a elogiare il lavoro della CGI che, per quanto riguarda casa Disney, questa volta più che sui dettagli punta, e non credo sia frutto del caso, a mantenere quella “forza favolistica” che permea tutto il film. Da sottolineare l’atmosfera molto musical della prima sequenza del film; un susseguirsi di musica e canzoni che accompagnano la crescita delle due protagoniste. Ed è proprio la canzone Let it go (All’alba sorgerò, nella versione italiana) a far guadagnare al film anche il secondo Oscar; un en plein per Frozen. A far da corona al successo del film è, infine, il botteghino. Il film Disney, con i suoi 1.276.480.335 $, è il film d’animazione con il più alto incasso di sempre al botteghino (Toy Story 3 si è fermato a 1.063.171.911 $ di incasso).

Per quanto riguarda gli altri quattro; Si alza il vento (che doveva essere l’ultima opera di Miyazaki) è la storia di Jiro Horikoshi progettista del caccia Zero, tristemente famoso per essere il velivolo da combattimento usato dai giapponesi anche a Pearl Harbor. Grazie a Miyazaki ripercorriamo i sacrifici del giovane per lavorare, il rapporto con la sua famiglia (particolarmente con la sorella) l’amore per Nahoko Satomi, malata di tubercolosi, che non esiterà a sposare (uno dei momenti più toccanti è sicuramente il bacio che Jiro dà a Nahoko). Il film, cosa non nuova per il nostro amato regista e disegnatore, sembra la trasposizione della vita del regista; il rapporto odi et amo con il volo, Nahoko che sembra una rappresentazione di Akemi Ota, moglie del nostro, che non ha esitato (animatrice anche lei) a farsi da parte e rimanere nell’ombra mentre il marito scalava le vette del successo. Come in ogni film di Miyazaki, oltre ai caratteristici tratti del disegno al mondo della fantasia che anche qui è presente (anche se, si sa, il mondo onirico è sempre su un labile confine), va sottolineata la bellezza sinuosa della colonna sonora composta da Joe Hisaishi che accompagna sempre in maniera impeccabile tutta la narrazione (gran prova già ad inizio film nella scena del terremoto).

Con I Croods facciamo un salto indietro nel tempo, e conosciamo una famiglia di cavernicoli, i Croods appunto alle prese con i problemi di una normale famiglia di tutti i giorni vissuti però in un lontanissimo e, ovviamente, fantasioso passato. In seguito ad un terremoto che distrugge la loro caverna i Croods sono costretti ad abbandonarla per dirigersi verso l’ignoto, guidati dal giovane Guy, un nomade che, non senza averci più volte pensato, decide di aiutarli. La Dreamworks ci offre una storia di “maturazione familiare” in cui il rapporto tra i componenti della famiglia matura con il proseguire della vicenda, particolarmente il rapporto fra Grug e la figlia Hip. Non mancano però i momenti più leggeri e divertenti fra i vari, spicca l’approccio al fuoco da parte dei Croods che nel tentativo di imparare ad usarlo correttamente provocano una serie di comici disastri. Nella versione in lingua originale le voci di Grug, Hip e Guy sono dei famosi; Nicolas Cage, Emma Stone e Ryan Reynolds.

Con Cattivissimo Me 2 torniamo a seguire le imprese di Gru e dei suoi bizzarri aiutanti i Minions. In questo secondo episodio il nostro ex-cattivo deve scoprire chi si cela dietro la produzione di un pericoloso siero che può trasformare chiunque in un terribile mostro viola. Nell’impresa il nostro Gru sarà aiutato dall’agente segreto Lucy Wilde; assieme a lei sventerà il piano di El Macho che si nascondeva sotto le innocue sembianze di un fioraio e del dottor Nefario, l’aiutante di Gru che, all’inizio della nostra storia si era licenziato perché gli mancava fare il cattivo. Anche il secondo episodio di Cattivissimo Me risulta sempre godibile ma a dare una forte mano al tutto è senza alcun dubbio la forte “presenza scenica” dei Minions.

Con il franco belga, Ernest e Celestine torniamo ad un sapiente uso dei più classici strumenti dell’animazione; colori e matite; la storia è semplice ma molto ben narrata; in un mondo abitato da orsi e topi, in cui i secondi vivono nel sottosuolo e i primi sopra, la topina Celestine (che come tutti i suoi simili si occupa di prendere i dentini da latte caduti ai piccoli orsi) fa amicizia con l’Orso Ernest. L’amicizia fra i due è fortemente osteggiata da ambo le parti, le rispettive polizie li cercano e i due si rifugiano, per passare l’inverno in casa di Ernest ma, all’arrivo della primavera i due amici sono braccati, arrestati e portati davanti ai giudici; Ernest innanzi a quello dei topi e la giovane Celestine di fronte al giudice degli orsi. I tribunali, letteralmente l’uno sopra l’altro, sono coinvolti in un incendio e solo grazie ai nostri protagonisti le cose riusciranno a risolversi per il meglio facendo così capire ad ambo i mondi che una pacifica convivenza è possibile. Ad occuparsi della sceneggiatura del film è il celebre scrittore Daniel Pennac.

Il 2014, per quel che riguarda il lato live action, è l’anno di Gravity (Id.) che si aggiudica ben sette delle nove statuette cui poteva ambire fra cui spicca quella per la miglior regia ad Alfonso Cuaron. L’Oscar al miglior film è andato a 12 anni schiavo (12 Years a Slave)

Ciao e al prossimo caffè,

Il barista animato

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