La favolosa arte del riciclo.

Il cinema ci sta offrendo in questi ultimi anni, svariati remake, reboot, saghe infinite e rivisitazioni (in certi casi veri e propri stravolgimenti più o meno condivisibili) di classici meravigliosi o di film nemmeno così tanto vecchi da dover essere ripresi e rimessi a nuovo; pensiamo a quel disastroso I Fantastici 4 del 2015 reboot del film di Tim Story uscito al cinema appena dieci anni prima, nel 2005. A fare la parte del leone in questa intricata selva è, come tutti sappiamo: la Walt Disney Pictures.

Mancano due settimane alla prima di Dumbo in Italia, quattro mesi a Il Re Leone, cinque ad Aladdin e non possiamo dimenticarici di Mulan (che mi lascia ancora più l’amaro in bocca), live action del  36° classico Disney, la cui data di rilascio è prevista per il 20/03/2020. Sì; abbiamo molto tempo per fracassarci la testa contro un muro a causa di questa assurdità, ma prima di compiere questo gesto tanto assurdo quanto esagerato, facciamoci tre domande e rispondiamo nella maniera più limpida e schietta possibile. Le domande seguenti sembreranno retoriche e quindi le risposte assolutamente banali ma vi invito a leggere comunque. Sarò felice di aprire un dibattito civile se vi andrà di esprimere le vostre opinioni in merito;

1) Tutti questi remake & Co. fanno bene al mondo del cinema?
Tutti possiamo facilmente condividere che questi film attirino costantemente così tanto pubblico da coprire sicuramente i costi di produzione sbancando i botteghini di mezzo mondo. Quello che può preoccupare (e io un po’ mi preoccupo) è quanto questo genere di opere giovi alla settima arte; se infatti al cinema come industria tutto ciò porta lauti guadagni, quanto serve al cinema questo continuo attingere dal già fatto e dal già visto? Il rischio di una “stagnazione creativa” per puntare su guadagni ingenti e teoricamente sicuri è dietro l’angolo e fare del cinema un puro esercizio di stile per mostrare i grandi traguardi della tecnologia non è un motivo sufficiente per continuare a pescare dal già fatto. Bisogna augurarsi che i prossimi remake previsti si scostino dagli originali (come sembra fare parzialmente Dumbo) per darci il gusto di qualcosa di nuovo senza dover assistere nuovamente allo stravolgimento visto nel 2014 con il film Maleficent (Id.), il cui sequel, per altro, uscirà al cinema il 18/10/2019.

2) La creatività della Disney sta soffrendo la siccità creativa?
Domanda fortemente e volutamente provocatoria ma che si ricollega a quanto detto sopra; non è certo un male proporre “una tantum” un remake o un episodio 2, però disturba un po’ che negli ultimi anni la Disney stia sfornando in gran quantità film che replicano, praticamente pari pari, sue stesse opere precedenti. Tenere in piedi le mire espansionistiche della casa di Burbank in questo modo, non mi fa particolarmente contento, soprattutto dopo aver visto il Genio della Lampada/Will Smith nel trailer di Aladdin (aspetto il film per ricredermi)

3) Il remake in live action a cosa dovrebbe portare?
La Walt Disney Pictures sta ormai allargando il suo impero (quello è; non serve far tanti giri di parole) inglobando case di produzione che, normalmente, hanno un bacino di pubblico “diverso”, forse nemmeno amante del cinema di animazione. rispetto a quello cui si rivolge normalmente la Disney e sembra quasi che, per ammiccare al nuovo pubblico stia sempre più concentrandosi sulla produzione di film in live action (senza comunque disdegnare l’animazione) attraverso un rischio di impresa che è comunque calcolato al meglio e praticamente privo di pericolose ricadute economiche. Risulta molto improbabile che gli “aficionados” dei capolavori di Zio Walt & Co. manchino questo tipo di appuntamenti fosse anche soltanto per notare quanto fossero meglio i lavori originali.

Naturalmente ognuno di noi ha le sue risposte; le mie, molto umilmente, sono queste e malgrado possa essere un po’ scettico su alcune opere che da qui ai prossimi mesi andranno sullo schermo, sarò sicuramente tra il pubblico a vedermele tutte, con la speranza (mi auguro non vana) di vedere qualcosa di bello ed originale ed essere nuovamente trasportato: “a quel luogo bello, pulito, immacolato nel profondo di noi, che magari il mondo ci ha fatto dimenticare“.

Ciao e al prossimo caffè,

Il barista animato

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