Jean François Laguionie


Oggi il mondo del cinema d’animazione festeggia Jean François Laguionie; nato a Besançon il 04 Ottobre di ottant’anni fa, fu scoperto nel 1963 da Paul Grimault, una pietra miliare dell’animazione francese e non solo.

A Grimault piacquero così tanto i disegni proposti dall’allora ventiquattrenne Laguionie, da mettere a sua completa disposizione il proprio personale, l’attrezzatura e arrivando, dopo aver ricevuti i necessari finanziamenti, a produrre: La demoiselle e le violoncelliste nel 1965 che vinse quello stesso anno, il Gran Premio al Festival di Annecy. Da lì in poi cominciò per lui una lunga carriera costellata di successi. Dopo La demoiselle, Laguionie diresse L’arche de Noé nel 1967 in cui un gruppo di esploratori, dopo un lungo viaggio in montagna incontra sulla cima, Noè, che si sta preparando all’arrivo di un secondo diluvio universale. Passano altri due anni e Une bombe par basard… vede gli schermi francesi; Une bombe è un film in cui il tema della guerra e della distruzione viene presentato con quella delicatezza che caratterizza tutto il corpus filmico del regista francese, con una velata ma comunque ben presente condanna. La Traversée del l’Atlantique à la reme del 1979, è un concentrato della sua visione poetica: un uomo e una donna, su una barca a remi vagano nell’Atlantico senza una destinazione precisa fino alla fine della loro vita quando, ormai vecchi si troveranno a danzare con la morte. Per Jean François Laguionie l’animazione è il modo migliore per vedere il mondo, analizzarlo fino in fondo, vestirlo di toni fiabeschi, morbidi e velatamente malinconici senza mai perdere il cuore dei suoi intenti; ricostruire un mondo reale fatto di realtà e finzione, portandolo a noi concentrato in racconti a due dimensioni.

Il neo ottantenne non ha, almeno da quello che si sa al momento, la minima intenzione di fermarsi; dopo Le stagioni di Louise (Louise en Hiver) uscito nel 2016, che nella versione italiana vede l’attrice Piera degli Esposti doppiare la simpatica Louise; una vecchietta che ha perso l’ultimo treno per tornare a casa alla fine dell’estate e si trova a vagare per una località di villeggiatura ormai deserta, con la sola compagnia dei ricordi di una vita e un cane parlante, il 18 Dicembre “darà alle sale” francesi: Le voyage du Prince, e si sa già che sta lavorando ad almeno un’altra opera. In attesa di andare al cinema a vedere Le voyage, vi invito a cercare i suoi film e cortometraggi per riscoprire la bellezza di una immortale animazione “vecchio stile”.

Ciao e al prossimo Caffè,

Il barista animato

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