Animazione. Sostantivo femminile.

Oggi è l’8 Marzo e anche noi del Cartoons’ Café vogliamo far festa e vogliamo farla a modo nostro: qui sul blog con questo focus rapido e sicuramente non esaustivo, sulla nostra pagina Facebook con alcuni video relativi a queste grandi animatrici, registe, artiste nella settima arte, su Instagram daremo spazio anche a delle: “donne animate”, le nostre preferite. Senza perdere altro tempo, diamo uno sguardo a queste donne che han fatto la storia dell’animazione o la stanno facendo: Lotte Reiniger, Evelyn Lambart, Joy Batchelor, Ursula Ferrara.

Seguiremo un banalissimo ordine cronologico in base alla data di nascita delle nostre quattro donne, cominciando da Lotte Reiniger

Lotte Reiniger: Nata a Berlino il 02/06/1899, fin da giovane nutriva una grande passione per il cinema. A quindici anni assiste ad una conferenza di Paul Wegener (attore e regista capofila in quegli anni, del cinema fantastico in Germania) e la Settima Arte la conquista. Nel 1918 lo stesso Wegener le affida le didascalie per un suo film ma è il 1919 ad essere per lei l’anno della svolta; sempre grazie al regista tedesco conosce il suo futuro marito Carl Koch, Hans Cürlis e Berthold Bartosch, i quali le permettono di lavorare al suo primo film di silhouette intitolato: Das Ornament des verlibten (L’ornamento di un cuore innamorato). È il 12 Dicembre 1919 ma il meglio deve ancora venire. Nel 1923 Louis Hagen, un giovane banchiere affascinato dai suoi lavori, le costruisce un piccolo studio per realizzare il suo primo lungometraggio; in coppia con Koch e con la collaborazione di Bartosch e di Walter Ruttmann, Lotte Reiniger dona all’Europa il suo primo lungometraggio animato: Le avventure del Principe Achmed (Die Abenteuer des Prinzen Achmed ), ispirato a Le mille e una notte, il film è un raffinato susseguirsi di silhouette ritagliate su carta nera e retroilluminate. Il film fu terminato nel 1926. Dopo questo lungometraggio Reiniger e consorte, fra Germania, Francia e Gran Bretagna lavorarono a ventisei film (il più famoso fu Papageno ispirato al mozartiano Il Flauto magico). Durante il conflitto la coppia visse momenti difficili e riuscì a riprendersi dopo la guerra trasferendosi in Gran Bretagna dove lavorarono ad altre quindici opere. Di questo periodo ricordiamo: The Gallant Little Tailor che vinse un premio al Festival del Cinema di Venezia nel 1955. Dodici anni dopo si trasferì in Canada dove, per la National film Board realizzò Aucassin et Nicolette. Tornata in Germania morì a Dettenhausen il 19 Giugno 1981.

Evelyn Lambart: Altro caposaldo dell’animazione mondiale, è questa donna canadese che con i suoi corti, ha realizzato dei veri e propri: “arazzi animati”, sviluppando la sua peculiare tecnica di animatrice che constava di coloratissimi ritagli di carta, tessuti su fondo nero. Nata nel 1914 a Ottawa, Lambart si diploma all’Ontario College of Art nel 1937, nel 1942 è la prima donna ad entrare alla National Film Board of Canada come animatrice. Il suo lavoro è stato spesso oscurato a causa del suo veterano compagno di lavoro Norman McLaren. Durante la lunga carriera, la canadese ha realizzato diverse storie per bambini fra le quali spiccano per la bellezza realizzativa: Il Signor Rana è andato a corteggiar (Mr. Frog went a-Courting) del 1974, Il leone e il topo (The lion and the mousedel 1976 e Il topo di campagna e il topo di città (The town mouse and the country mouse) del 1980. Ad Evelyn Lambart è intitolato un premio che annualmente è assegnato al miglior articolo/saggio sul cinema d’animazione

Joy Batchelor: Nata lo stesso anno della Lambart, il 22 Maggio, Joy Batchelor è ricordata, fra le altre cose per essere stata la seconda donna ad aver diretto un lungometraggio animato; la prima dopo Lotte Reiniger (ben xx anni dopo Le avventure del Principe Achmed). Donna di grande esperienza nel campo, lavorava per riviste di moda e giornali di Londra, sposa John Halas nel 1940 e nello stesso anno fondano la Halas & Batchelor Cartoons Films Ltd. Il primo lungometraggio che la coppia realizzò come società fu il famoso La fattoria degli animali (Animal Farm) del 1954. Per realizzare il primo lungometraggio animato britannico ci vollero tre anni e la coppia dovette adeguarsi al prorompente stile della Disney che,in quegli anni, dettava legge e che non era il loro. Dal 1958 lo studio produsse varie serie televisive e corti, di seguito alcune opere dirette da Joy Batchelor; per le serie TV animate ricordiamo: Foo-Foo, prodotta dal 1959 al 1960 e Do Do – The Kid from Outer Space del 1964. Fra i corti: Colombo plan del 1967 e The five del 1970. Nel 1967 fu la volta di: Ruddigore, lungometraggio sempre diretto da Joy Batchelor.
Ciò che è caratteristico del sodalizio artistico fra Joy e suo marito John è che raramente vi fu una commistione fra i due: entrambi molto dotati, si lasciavano liberi di esprimere la propria singolare creatività, senza influenzare il lavoro dell’altro.
Negli ultimi anni, l’artrite, costrinse l’animatrice inglese ad abbandonare il disegno per dedicarsi all’insegnamento; muore a Londra il 14 Maggio 1991.

Ursula Ferrara: Abbiamo anche delle grandi animatrici in Italia e una fra queste è a nostro parere, proprio Ursula Ferrara che, ormai da più di trent’anni sta facendo parlare di sé, in questa bella nicchia che continua ad essere l’animazione del nostro Bel Paese. Nata a Pisa il 28 Maggio 1961 la Ferrara è diplomata all’istituto d’arte di Firenze; unendo la sua passione per la fotografia e quella per il disegno si è: “inventata di fare i cartoni animati” (simpatiche parole sue) e le sue invenzioni non si fanno attendere. Lucidi Folli del 1986, Congiuntivo futuro del 1988, e altri a seguire. Inquadrabile in quella corrente detta: “neopittoricismo” – ne parleremo in un prossimo articolo – l’animatrice toscana ottiene ampi riconoscimenti non solo a livello nazionale ma anche in ambito internazionale, i suoi “quadri animati” (passateci il termine) partecipano ai vari festival internazionali di animazione. Il suo Cinque stanze ad esempio, partecipa al Festival internazionale del film d’animazione d’Annecy nel 1999, mentre nel nostro paese, il corto La partita del 2002 vince il Kodak per il miglior cortometraggio italiano. Negli ultimi anni si è occupata di sigle ed intermezzi, citiamo quello per: Evviva Giuseppe! di Stefano Consiglio del 2017.

Siamo così arrivati alla conclusione di questo articolo. Di donne in questo campo ce ne sono molte altre ovviamente, ed era impossibile parlare di tutte; Claire Parker, Suzie Templeton, Nora Twomey, Marjane Satrapi, sono altri nomi degni di nota e vi invito a cercarne le biografie e le opere se siete interessati, o ad aspettare nostre nuove nei loro riguardi (e maggiori approfondimenti rispetto alle quattro di cui abbiamo parlato sopra), se avete voglia di attendere le nostre parole. Un po’ ci speriamo sempre.

Ciao e al prossimo caffé,

Il Barista Animato

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