L’attacco dei giganti – Prima stagione

La prima stagione de L’attacco dei giganti si apre facendoci conoscere da parte di quella che scopriremo essere la voce di Armin, la situazione della Terra: per il costante pericolo dei giganti, la popolazione umana si è rifugiata all’interno di 3 distretti concentrici circondati da alte mura, rispettivamente (dal cerchio più esterno a quello più interno): il Wall Maria, il Wall Rose e il Wall Sina. All’interno del Wall Maria vivono Eren Jaeger con la sua famiglia: il padre Grisha, la madre Carla e la sorella adottiva Mikasa Ackerman. Il piccolo Eren desidera conoscere il mondo fuori le mura e vorrebbe arruolarsi nell’Armata Ricognitiva, l’unico corpo dell’esercito a poter uscire da queste perché incaricato dell’eliminazione dei giganti che infestano il mondo esterno e non cede minimamente nemmeno nel vedere rientrare una pattuglia dell’Armata notevolmente ridimensionata numericamente.

Fotogramma da: "L'attacco dei giganti - Stagione 1"
Fotogramma da: L’attacco dei giganti – Prima stagione

Un giorno, dopo che Eren e Mikasa sono accorsi a difendere l’amico Armin Arlert, dalle angherie di alcuni bulli, ben oltre le alte mura del Wall Rose si manifesta un Gigante Colossale; senza troppa fatica crea una breccia nel muro e i Giganti invadono Shiganshina. Mentre gli abitanti sono in rotta in preda alla paura e alla disperazione, i tre ragazzi tornano dalle proprie famiglie. Armin e Mikasa, arrivati a casa, trovano la madre semi sepolta sotto le macerie della propria casa; nonostante i ripetuti tentativi di salvarla, Carla desidera che i figli si salvino e intima ad Hannes (un soldato del corpo di Guarnigione) di portare via i bambini e ciò accade nonostante le disperate proteste dei due; mentre si allontanano fra le braccia del soldato, i giovani guardano impotenti un gigante femmina che strappa la madre dalle macerie e la divora. L’intero abitato protetto dal Wall Maria deve essere abbandonato, arrivati al Wall Rose, Eren decide di arruolarsi nel corpo di Ricerca intenzionato a distruggere tutti i Giganti; Mikasa e Armin lo seguono. Ha inizio così La prima stagione de L’attacco dei giganti.

Eren e Mikasa. Fotogramma da: "L'attacco dei giganti"
Eren e Mikasa. Fotogramma da: L’attacco dei giganti – Prima stagione

Fin dal 3° episodio iniziamo a conoscere i personaggi che si affiancheranno ai tre ragazzi nelle successive stagioni, tutti ben caratterizzati psicologicamente, con attenzione: Reiner Brown, Bertholdt Hoover, Sasha Blouse, Connie Springer, Jean Kirschtein, Annie Leonhardt e altri che con una certa ricorrenza rivedremo.

Finito il lungo addestramento, ed entrati nel Corpo di ricerca, è il momento per Eren e compagni, di cominciare la loro nuova via di soldati; dislocati a Trost, durante delle semplici operazioni di ispezione oltre le mura del distretto, il Wall Rose, compare nuovamente il Gigante Colossale che con un calcio abbatte i cancelli delle mura, aprendo la via all’entrata di numerosi giganti. Sulla prima stagione non aggiungo altro; voleste vederla vi ho già dato fin troppe info non richieste riguardo la trama.

Quando ho visto per la prima volta il primo episodio della serie sono rimasto incollato al PC; avevo deciso di cominciarla un po’ per caso in realtà, avevo appena finito un’altra serie anime e stavo dando un’occhiata al catalogo di VVVID per controllare se ci fosse qualcosa di interessante da cominciare a guardare in futuro. Sono capitato su questa, e la sinossi mi sembrava accattivante, il “promo” anche e ho cominciato a guardarmi puntata dopo puntata, una serie anime che coinvolge e ti cattura man mano che la storia prosegue. La regia di Tetsuro Araki è cruda, come deve essere visto ciò che si racconta, la bellezza delle animazioni e dei disegni cattura immediatamente, la storia appare fin da subito concitata, sempre una corsa; il montaggio è serrato e rispetto alle stagioni successive (particolarmente la 3ª) sono davvero pochissimi i momenti in cui la tensione cala e ci viene permesso di respirare.
I vari personaggi sono tratteggiati con cura, la psicologia di ciascuno è ben espressa fin dall’inizio con una attenzione davvero notevole; nessuno dei comprimari è lasciato indietro (anche per il semplice fatto che saranno essenziali nel prosieguo della storia) ed è praticamente immediato l’affezionarsi ad un personaggio piuttosto che ad un altro (Armin è personalmente il mio personaggio preferito e la cosa continua a perdurare).

Non ho molto altro da aggiungere se non l’invito, per coloro che si siano imbattuti in questo articolo e che frequentano il Cartoons’ Café, a cominciare L’attacco dei giganti, una seria anime che sicuramente e senza esagerare entrerà nell’Olimpo delle migliori.

Ciao e al prossimo caffè,

Il Barista Animato

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