Yaya e Lennie – The Walking Liberty. D’ambiente e di post-apocalittico.

Alessandro Rak alza ulteriormente la sua personale asticella; dopo L’arte della felicità e Gatta Cenerentola,Yaya e Lennie – The Walking Liberty è la sua terza fatica. Una fatica da premiare.

In un mondo sconvolto da non si sa bene quale catastrofe, la natura si è ripresa tutto ciò che le era stato sottratto. Dove una volta era Napoli ora c’è una lussureggiante foresta, dove una volta era la democrazia ora al suo posto comanda L’Istituzione che, grazie alla forza del suo esercito, ha tutta l’intenzione di riaffermare un concetto di diritto imposto dall’alto, su tutti gli abitanti dell’enorme giungla che vivono in libertà. Fra gli abitanti di questa enorme e profonda giungla, vogliosi di libertà e pronti ad una rivoluzione, vi sono Yaya e Lennie.

Fotogramma Yaya e Lennie  - The Walking Liberty
Fotogramma di: Yaya e Lennie – The Walking Liberty

Yaya è una ragazzina tenace, tosta e piuttosto indisponente, Lennie è un uomo dalle dimensione gigantesche ma mentalmente ritardato; questa strana coppia di amici e sodali è alla ricerca della famigerata Terra della musica. A frapporsi continuamente in questa ricerca è però la foresta. bellissima sì, ma erta di pericoli e l’esercito dell’Istituzione che vuole fare di tutto per fermare questo anelito di libertà.

Fotogramma di: Yaya e Lennie - The Walking Liberty
Fotogramma di: Yaya e Lennie – The Walking Liberty

Yaya e Lennie – The Walking Liberty, è un film riuscito sotto molti punti di vista: il soggetto è per certi aspetti uno dei più classici (il post-apocalittico e la tematica ambientale non è niente di eccezionale ormai) ma è raccontato in maniera molto personale: Rak e la sua squadra raccontano sempre Napoli (quasi fosse un ideale sequel dei film precedenti) presentandocela però in una maniera piuttosto originale e con questa meta così carica di aspettativa grazie ad un nome così semplice eppure così poco chiaro.
A livello tecnico artistico, poi, la qualità non si smentisce con quel modo tutto particolare di disegnare e animare personaggi e ambiente, con degli scenari davvero molto belli. La cosa che è riuscita anche meglio rispetto a Gatta Cenerentola è da ricercarsi nella costruzione dei personaggi; sembra esserci stata più attenzione nei rapporti che ci sono e che si creano man mano che la storia prosegue.

Chiudiamo con la ciliegina sulla torta; la colonna sonora è vera coprotagonista della storia, meritatamente vincitrice di un premio al Cartoons on the bay; il lavoro porta le firme di Alessandro Rak, Enzo Foniciello e Dario Sansone.

Se non l’aveste visto andate a cercarlo e godetevelo. È una bella storia, davvero ben raccontata.

Ciao e al prossimo caffè,

Il Barista Animato

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