Ron – Un amico fuori programma. Un divertente mischione di cose già viste

Uscito il 21 Ottobre al cinema e ora disponibile su Disney+: Ron – Un amico fuori programma (serviamo il trailer)è un film tutto sommato divertente e che nel suo complesso, vale quasi tutti i minuti che dura (sono 106) ma pecca in fatto di originalità.

La storia in breve

Fotogramma di: Ron - Un amico fuori programma
Barney e Ron in un fotogramma di: Ron – Un amico fuori programma

Nella cittadina di Nonsuch, il B-Bot – un robot progettato per essere un amico che aiuta a trovarne in carne ed ossa attraverso gli interessi simili confrontati sui vari social network – spopola fra gli adolescenti; l’unico a non averlo ancora ricevuto e Barney Pudowski, un ragazzo timido e abbastanza introverso, presto escluso a scuola (e bullizzato) dai suoi vecchi amici, ormai troppo assuefatti al proprio B-Bot. Barney vive con suo padre Graham (venditore di improbabili gadgets via internet) e la nonna Donka; i due dopo aver visto le angherie che il giovane subisce decidono di regalargli per il compleanno, con un giorno di ritardo, il tanto agognato B-Bot. Questo robot è però molto diverso dagli altri; per un malfunzionamento causato da un tamponamento fra l’auto su cui viaggiava la famiglia Pudowski e il furgoncino su cui era trasportato, il B-Bot di Barney non ha tutte le funzioni di un classico B-Bot ma si comporta in maniera tutta particolare e che esulano dalla programmazione standard tanto da dover costringere Graham a riportare alla più vicina sede Bubble, l’azienda creatrice dei B-Bot, il robot malfunzionante. Lì Andrew salverà il B-Bot dalla pressa, riportandolo a casa all’insaputa di tutti e lo chiamerà Ron (abbreviazione del numero di serie). Il successivo tentativo di Ron di trovare degli amici a Barney fallisce in maniera esilarante ma costringe i due ad una fuga per la vergogna e la salvezza del B-Bot; la nostra storia prende così la necessaria brusca sterzata e per vederne i risvolti non resta che vedervi il film.

Opinioni in dettaglio

Fotogramma di: Ron - Un amico fuori programma
Ron in un fotogramma di: Ron – Un amico fuori programma

Ron – Un amico fuori programma di Sarah Smith (che cura anche la sceneggiatura assieme a Peter Bynham) e Jean-Philippe Vine, è un film tecnicamente ben realizzato, godibile e divertente grazie ad alcune gags sapientemente infilate in vari momenti della storia.
L’opera prima di Locksmith Animation è sicuramente un buon lavoro, semplice ed onesto ma in alcuni punti sa pesantemente di già visto; un cocktail di svariate scene da alcuni film (molto recenti tra l’altro), che non possono essere sfuggite nemmeno allo spettatore più svogliato. Senza fare spoiler esagerati; la scena di presentazione del B-Bot nella sede centrale della Bubble è palesemente simile alla scena in cui sono presentati i nuovi robot domestici ne I Mitchell contro le macchine (date anche un’occhiata ai rispettivi creatori Marc Weidell e Mark Bowman, per vedere quanto siano simili anche questi), lo stesso Ron, meravigliosamente interpretato per noi italiani da Lillo (di Lillo & Greg), ha un che del disneyano Baymax e lo stesso rapporto fra lui e Barney rischia e non poco, di fare il pari con Hiro e il bianchissimo Operatore sanitario personale protagonisti di Big Hero 6. Ci sono altri piccoli parallelismi, più o meno voluti ma, per quanto il rischio (anche inconscio) di far cose simili sia sempre dietro l’angolo, si sarebbe potuto osare un po’ di più e anche il finale del film lascia due punti interrogativi, uno dei quali abbastanza grande ma è uno spoiler per cui; SPOILER la conclusione della trama personale di Ron lascia abbastanza interdetti; da quando in qua una copia di backup riesce a riportare tutti i B-Bot di Nonsuch allo stato di Ron ma non permetta allo stesso Ron di rimanere in “vita” nel suo corpo fisico di B-Bot, credo resti un mistero dell’informatica FINE SPOILER. Il secondo punto interrogativo legato al finale è sul messaggio che si vuole dare; qual è? La tecnologia in mano ai bambini non è un male assoluto basta controllarla? La supervisione di un adulto non è strettamente necessaria basta che i figli siano contenti? Ricordatevi che la tecnologia è importante ma farsi degli amici in carne ed ossa lo è di più? Tutte le risposte precedenti sono valide? Forse è l’ultima ma la risposta non è così scontata e sicuramente soggettiva. LEGGERO SPOILER lascia perplessi un po’ vedere che, nonostante tutto quello che si è visto, il B-Bot continui ad essere quasi una protesi alla relazione fra due persone (perché in sostanza è quello che si vede sul finale) FINE LEGGERO SPOILER. Nonostante tutto però: Ron – Un amico fuori programma si dimostra un buon film adatto per trascorrere un po’ di tempo in leggerezza, particolarmente adatto alle famiglie.

In conclusione

Fotogramma da: Ron - Un amico
Ron con una foto di Barney da bambino. Fotogramma da: Ron – Un amico fuori programma

Concludendo, si torna brevemente a livello tecnico e artistico. Il film riesce a essere convincente, la cura nella realizzazione dei B-Bot con tutte le varie differenze e peculiarità non si discute, come la sequenza nel bosco quasi più coinvolgente dell’entrata alla sede della Bubble alla fine del film (anche se lì, la vena comica da un certo quid che non lascia indifferenti). All’appello mancano però una colonna sonora significativa, le composizioni di Henry Jackman sono piuttosto anonime, e una durata inferiore del film (106 minuti sono troppi, con venti minuti in meno si sarebbe potuto raccontare comunque tutto al meglio). Ron – Un amico fuori programma resta un buon film malgrado queste ultime piccole mancanze che però rendono ulteriormente più dura la sua entrata nella corsa agli Oscar (è nella lista dei 26 candidati per un posto nella cinquina finale di categoria).

Ciao e al prossimo caffè,

Il Barista Animato

Rispondi

Powered by WordPress.com.

Up ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: