Diario di una schiappa. Un amarcord dei direct to video brutti di casa Disney.

Molti di voi avranno letto almeno un libro della serie Diario di una schiappa di Jeff Kinney (ne ha scritti 15), qualcuno avrà sicuramente visto l’omonimo film del 2010, ma quanti di voi hanno visto il film d’animazione distribuito su Disney+ il 03 Dicembre dell’anno scorso? Se siete tra questi, ditemi la vostra nei commenti e non l’aveste visto, vi invito comunque a leggervi le mie impressioni.

Greg Heffley in un fotogramma de: Diario di una schiappa

Diario di una schiappa è un film piuttosto breve, rasenta l’ora appena ed è un bene, perché sostanzialmente non succede nulla e quel che succede, lascia un qual certo senso di fastidio. È fastidiosa l’ansia da prestazione del nostro protagonista Greg Heffley, è fastidioso il modo in cui tratta l’amico Rowley e si arriva a provare una discreta gioia nel momento in cui, al nostro protagonista le cose vanno male. Ciò che però esalta l’acidità di stomaco di chi ne fosse affetto, è la scena (breve per fortuna) in casa di Fregley, lo “strambo” della scuola; pochi minuti di vera agonia.

Greg e l’amico Rawley in un fotogramma de: Diario di una schiappa

Di salvabile in questo film non c’è granché, a parte lo stile dei disegni che richiama il più fedelmente possibile le illustrazioni dei libri di Kinney e sparuti momenti in cui la storia riesce a strapparti un sorriso, è una pressoché continua agonia fino al finale che riappacifica i due amici dopo una gran litigata.

Brevissima recensione per un brevissimo film quindi. Alla fine di questo racconto – diretto da Swinton Scott e sceneggiato dallo stesso autore della serie – come intuibile dal titolo, mi è sembrato di aver visto uno di quei tristissimi film direct to video di casa Disney, di solito sequel di grandissimi successi al botteghino, di cui si poteva fare benissimo a meno.

Ciao e al prossimo caffè

Il Barista Animato

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