Apollo 10 e mezzo. Un allunaggio particolare.

Stanley. Fotogramma 1 Apollo 10 e mezzo
Stanley. Fotogramma Apollo 10 e mezzo

In Apollo 10 e mezzo seguiamo le vicissitudini degli U.S.A. sul finire degli anni 60 con gli occhi di Stanley. Stanley è un ragazzino di dieci anni negli U.S.A sul finire degli anni 60; la vita di Stanley è una vita assolutamente normale, anche considerando il far parte di una famiglia numerosa. Le giornate di Stanley si susseguono tranquillamente fra scuola, casa, e attività con gli amici e la famiglia; un giorno qualunque di una normalissima giornata a scuola Stanley viene avvicinato da due membri del progetto Apollo della NASA: l’ente spaziale a stelle e strisce vuole reclutarlo per una missione segreta: compiere il primo viaggio sulla Luna. Il modulo lunare che la NASA ha progettato è troppo piccolo per un uomo adulto ma è abbastanza grande per un ragazzino della sua età: Stanley accetta e comincia così la sua grande avventura. A fare da sfondo a tutto questo c’è appunto l’allunaggio del 20 Luglio 1969 con i suoi preparativi e tutto ciò che ha orbitato attorno a quel giorno, visto con gli occhi di una famiglia americana del ceto medio e di un bambino di dieci anni.

Fotogramma di: Apollo 10 e Mezzo
Fotogramma di: Apollo 10 e Mezzo

Guerra in Vietnam, Johnny Cash, Joni Mitchell, The Monkees e il baseball e, naturalmente, lo sbarco sulla luna tutto questo è Apollo 10 e mezzo, il racconto degli Stati Uniti di quegli anni realizzato fra green screen e riprese dal vero poi portate in animazione durante la post produzione con una tecnica che ricalca lo storico Rotoscopio. Una racconto semplice, della durata di poco più di un’ora e mezza ma che ci racconta la vita della mid-class a stelle e strisce e lo fa anche abbastanza bene ma senza convincere totalmente. Un’ora e mezza tirata per le lunghe, a tratti sembra non finire mai e l’attenzione è rimessa in carreggiata più per i riferimenti ad alcuni grandi avvenimenti e personaggi dell’epoca che non per quell’evento presentato ad inizio film di cui, fra l’altro non si fa più il minimo accenno e diventa, più che altro un perno su cui ruota tutta la storia. Una storia godibile, si sottolinea, ma che alterna momenti in cui riesci a partecipare emotivamente a ciò che vedi, ad altri in cui la calma è molto più che piatta, non c’è alcun climax e non si può nemmeno definire climax ascendente ciò che accade al protagonista verso la fine del film, cui si arriva quasi stremati, perché lo sentiamo raccontare ogni singolo evento da adulto fin dall’inizio di questa storia.

La famiglia di Stanley. Fotogramma di: Apollo 10 e Mezzo
La famiglia di Stanley (in prima fila). Fotogramma di: Apollo 10 e Mezzo

In conclusione Apollo 10 e Mezzo è un continuo sali, scendi fra alti e bassi in una storia comunque convincente; ciò che rende veramente interessante il film, oltre alla tecnica utilizzata per le animazioni che, pur non essendo una novità, non si vede più molto spesso è, soprattutto, la (fantasiosa?) storia di un ragazzino che per le sue grandi doti scolastiche e sportive, viene selezionato dalla NASA per rimediare ad un errore della NASA stessa.

Ciao e al prossimo caffè,

Il Barista Animato

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