Questo mondo non mi renderà cattivo © 2023 Zerocalcare/Movimenti Production/DogHead Animation/Netflix
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Questo mondo non mi renderà cattivo. Zero fa il bis

Dopo il successo di: Strappare lungo i bordi Zerocalcare torna a parlare un po’ di sé e anche un po’ di noi. Con il suo solito stile che coinvolge il pubblico sempre di più man mano che minuti ed episodi scorrono, Questo mondo non mi renderà cattivo è un altro ottimo lavoro.

Cicchetto di trama

Zerocalcare, dopo molti anni, incontra nuovamente Cesare, un suo vecchio amico con cui aveva interrotto i rapporti. Nel tentativo di ricucire i rapporti Zero dovrà fare i conti con un aspetto di Cesare che non solo lo porterà di nuovo ad allontanarsi da lui ma lo metterà di fronte a molti piccoli, grandi dubbi.

Con l’eccentrico aiuto di Armadillo e la rassicurante presenza dei suoi più cari amici Sarah e Secco, Zerocalcare continua a sviscerare il suo essere nel mondo; un mondo carico di problemi e disillusioni ma su cui si può, e si deve, fare qualcosa.

Il mio Questo mondo non mi renderà cattivo

In sei episodi Zerocalcare torna a focalizzare il discorso sulla sua generazione, sulle periferie (esistenziali) e sugli annosi problemi che affliggono il paese schierandosi, come è giusto che sia, ma facendo ben attenzione a non sputare banali e dozzinali sentenze.

Lo stile grafico di Questo mondo non mi renderà cattivo non differisce dal precedente lavoro del fumettista, così come l’organizzazione della serie – sei episodi che si articolano grosso modo similarmente a Strappare lungo i bordi – per cui da questo punto di vista non c’è molto più da dire di quanto non abbia già espresso ormai un anno fa e che riassumo così: Zerocalcare sa cosa vuol dire, sa come vuole dirlo e riesce nell’intento in maniera brillante.

Questo mondo non mi renderà cattivo © 2023 Zerocalcare/Movimenti Production/DogHead Animation/Netflix
Secco, Zerocalcalre e Sarah. Fotogramma di: Questo mondo non mi renderà cattivo © 2023 Zerocalcare/Movimenti Production/DogHead Animation/Netflix

Con molta abilità e sana autocritica Zero racconta una storia che può riguardare molti di noi (particolarmente la generazione dei protagonisti) attraverso alcuni eventi che mettono nuovamente alla prova il nostro protagonista e i rapporti con i suoi amici più cari. Alcuni piccoli, grandi eventi che lo coinvolgeranno direttamente lo costringeranno nuovamente a fare i conti con una realtà che ha, è vero, il bianco ed il nero ma che presente al contempo molti più colori e sfumature. Tutta la serie mostra come sia facile dimenticarsi dell’evidenza ma mostra anche il rischio di certi compromessi: come al solito sta a noi capire e non sperticarci in giudizi affrettati.

Musica ed ironia

Questo mondo non mi renderà cattivo regala continue emozioni e momenti di riflessione grazie alla grande capacità narrativa di Zerocalcare che sa ben cogliere i punti salienti e critici della nostra quotidiana realtà.

Questo mondo non mi renderà cattivo © 2023 Zerocalcare/Movimenti Production/DogHead Animation/Netflix
Armadillo e Zero. Fotogramma di: Questo mondo non mi renderà cattivo © 2023 Zerocalcare/Movimenti Production/DogHead Animation/Netflix

L’ironia del fumettista spunta fuori quando meno te lo aspetti e fra piccole stilettate a chi non gradiva l’uso continuo del romanesco nella serie precedente e altri affondi che lascio alla curiosità di chi non l’avesse ancora vista, questi momenti aiutano e non poco a non lasciarsi sopraffare dai numerosi pugni allo stomaco che Questo mondo non mi renderà cattivo non lesina a distribuire.

Il resto è lasciato ad una tagliente, sottile ironia e ad una nuova, puntuale colonna sonora che alterna l’originalità di Giancane a pezzi di repertorio dei generi più svariati. Da The Clash passando per gli Oasis, gli Hanson, Lou Reed e arrivando a Max Pezzali/883 e ai Ricchi e Poveri per citarne alcuni nomi che, in maniera diegetica o extra diegetica, sottolineano alcune scene in maniera impeccabile.

Il conto

Questo mondo non mi renderà cattivo è un’altra prova della grande capacità di Zerocalcare nel leggere il mondo, dando voce a problemi piccoli e grandi, portando alla luce le contraddizioni che lo abitano mettendo in bocca ai suoi personaggi i tanti dubbi e tutte le poche sicurezze Michele Rech.

Mi piace pensare, per concludere, che quel termine ‘cattivo’, in questa serie, sia da prendere direttamente dal latino captivus «prigioniero».
A ben guardare tutti i personaggi di: Questo mondo non mi renderà cattivo (i principali e i ricorrenti per lo meno) si trovano prigionieri di qualcosa lungo il corso di questa storia. Sta a loro e a chi li circonda trovare il modo e il coraggio di chiedere aiuto, di essere salvati. Nessuno si salva da solo e sicuramente non è salvezza quella di prevaricare l’altro in una gara fra ultimi.

Ciao e al prossimo caffè,

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